utenti online Songs about happiness murmured in dreams
When we both us knew how the end always is.  Disintegration, The Cure

kon-igi:

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Cara persona che ha fatto la domanda, in omaggio per te un campione prova di una settimana da donna, con un mix che restringe circa 15 giorni in soli 7!

Lunedì: Ovulazione
Martedì: Ovulazione e SPM
Mercoledì: SPM in fase due (cioè quella che ti fa piangere anche se ti rivolgono la parola) e spotting 
Giovedì: Crampi notturni al basso ventre e conseguente infiammazione del colon
Venerdì: Primo giorno di ciclo conclamato + paura di macchiare tutto ovunque ti siedi
Sabato: Secondo giorno di ciclo conclamato + sensazione di morte interiore
Domenica: Situazione mentale altamente destabilizzata e terzo giorno di ciclo (ancora potente).

"E’ solo sangue"… Mortacci tua.

Ci sono fili sottilissimi ed invisibili. Uniscono le sinapsi e giocano con le molecole. Come gli equilibristi del circo. Saltano da una corda all’altra senza mai perdere quota. Saltano e finiscono sempre in piedi. Come i gatti. Scientificamente sono portati a rotearsi fino a che il loro corpo non atterri sulle quattro zampe.
Come le autostrade. Si percorrono a gran velocità perché le linee rette sono fatte per essere seguite. Non importa se in pianura o in collina. Non importa se morbido o duro l’asfalto. Le gomme vanno. Devono andare. Sono fatte per questo.
E la lama del tempo incide la carne dov’è più tenera ed ogni vena accorre allo spettacolo.

Ieri.

Punto e a capo

tripps42:

Rene Magritte, The evening gown.

Ryuichi Sakamoto. Amore

E cinquecento catenelle che si spezzano in un secondo.

Facciamo caso che io abbia le gambe poggiate sulle tue, un vestito molto corto e provi molto caldo. Facciamo che siamo io e te, il resto ovattatissimo a palla e tu che mi allunghi la mano sulla coscia e per un caso fortuito improvvisamente nella mia testa mi stai lentamente abbassando la coulotte rosa coi gatti che porto, e poi dio Cristo, torno alla realtà, io ti avvicino con la forza a me perché mi piace accoccolare la testa tra il tuo collo e la tua spalla, stasera odori di divertimento, tu mi accarezzi i capelli e forse respiri il mio odore, non so lo stai facendo?

Già che c’ero, ho scannerizzato (vabè, non so come si dice) anche quest’altro “disegno”, fatto il giorno del mio compleanno. A riguardarlo la dice lunga di come stavo.  

Ah, sacre bleu.

Volevo essere un gatto

A volte vorrei che d’improvviso, durante una discussione, le cose si bloccassero e si potesse comunicare coi pensieri: cioè quando nel tuo cervello formuli contemporaneamente frase e immagine, che è così chiaro per te che lo potrebbe anche capire l’altra persona con cui stai parlando. Non potrebbe ricamarci su tante altre cose, anzi! potrebbe aggiungere il suo punto di vista per immagini e frasi perfette, e forse insieme rivedere le prospettive dell’uno e dell’altro potrebbe risolvere ancora più velocemente un dilemma. Perché poi non ci sarebbe nemmeno la parte dell’attesa, quella che è fatta per riflettere su ciò che hai detto e che hai ascoltato, quella che nel frattempo ti fa aprire altre mille parentesi, ti fa ricordare altre mille cose che finisci per appuntarti su un quaderno, perché poi più tempo si passa insieme più cose si accumulano negli anni, ché magari tu esponi fin da subito ma che vengono recepite male, perché un po’ la butti sullo scherzo, un po’ in un momento di nervosismo. Insomma, poi ti trovi con la lista delle cose che sono successe, che manco fosse la lista della spesa, con la differenza che dalle cose che sono successe devi far uscire fuori ciò che manca - e quella sarebbe in realtà la lista della spesa - ma poi a conti fatti non sai nemmeno cos’è che manca, perché, tornando al punto di partenza, a volte è così difficile esprimersi, come se tentassi di spiegare un colore a un cieco, cioè come glielo spieghi il rosso, a un cieco? 
Penso alle coincidenze fortunate che il cosmo ha applicato per farci essere umani - troppo umani direbbe qualcuno - e quanto avrebbe potuto fare, magari se avesse aspettato un po’ meno, per farci essere più facili di così, come i felini magari, che campano d’istinto e di zuffe, di riproduzione e prove d’indipendenza. 
Chi lo sa. Non sarei certamente qui a scrivere.
Mi starei leccando il pelo con fare strafottente nell’angolo più fresco di una strada. 

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