utenti online Songs about happiness murmured in dreams
When we both us knew how the end always is.  Disintegration, The Cure

http://polpette.tumblr.com/post/93537874301/sono-andata-al-cinema-da-sola-ed-ero-veramente

polpette:

Sono andata al cinema da sola ed ero veramente felice perché era da un po’ che non ci andavo per conto mio.
Il film era bello. Non l’ho ancora capito, ma era bello. Della sua bellezza sono certa.
Era un film di qualche anno fa, lunghissimo. Chissà se quando capirò il significato del film, quando…

Oggi è una giornata strana.
Mi sono svegliata un po’ in ansia perché avevo la visita dal dietista, e non sapevo che sorprese avrei avuto dato che non mi pesavo dal 9 luglio (ossia l’ultima volta che mi ha vista). E invece ora ho scoperto che dal 5 maggio ad oggi ho perso 10 kg, non di liquidi, non di quelli facili da riprendere, ma proprio di massa grassa, cioè che mi devo mettere d’impegno per riprenderli.
Mia madre si è commossa alla notizia: le cure ormonali che fa la mandano al manicomio, sta a pezzi, i medici non rispondono al telefono e andrebbero denunciati in massa, e non sappiamo ancora se dobbiamo andare all’ospedale o meno. 
Poi abbiamo accompagnato l’amica di mia mamma dalla veterinaria, che deve operare la sua micia, e di conseguenza abbiamo parlato della mia, e io sono scoppiata a piangere perché finché la sogno tutte le notti riesco a governare il sentimento, invece parlarne così, no. 
Poi siamo tornate a casa e il fatto che io non riesca quasi mai a gioire di una notizia positiva, anche se è mia e la vedo sul mio corpo, da mesi e mesi, mi fa incazzare - poi ho aperto l’email e ho trovato il disegno che Cira (@volevoessereunapizza) mi aveva promesso qualche tempo fa, e mi è tornato il sorriso, lo stesso che lei mi ha messo sul volto. 

She Looks like the real thing.

She tastes like the real thing,

My fake plastic love.

But I can’t help the feeling.

I could blow through the ceiling.

If I just turn and run.

And it wears me out.

If I could be who you wanted all the time

Se c’è qualcosa che mia madre ha provato a insegnarmi senza riuscirci è: non raccogliere le cose che trovi a terra. Ok, forse lei si riferiva a cose pericolose come aghi, cose arrugginite o altro, ma sta di fatto che ugualmente è un concetto che non riesce a entrarmi in testa. Se vedo qualcosa che attira la mia attenzione (che, nota bene, è tipo tutto, considerato che il più delle volte cammino guardandomi la punta dei piedi piuttosto che avanti a me) non posso fare a meno di fermarmi e raccoglierla. 
Qualche sabato pomeriggio fa ero in giro per il centro: si sa che il pomeriggio e la mattina sono fatti per ospitare i resti delle sere prima, spostati via dagli spazzini (vabè… facciamo dal vento) in qualche angolo. Ed è anche noto che ormai, in quasi tutti i centri storici, si appollaino trilioni di bancarelle di ragazzi senegalesi, marocchini, colombiani, uruguaiani, tutti che ti vendono la stessa roba facendosi concorrenza l’un l’altro. Immancabili sono i famosi braccialetti della fortuna, must dell’estate a mio parere (provate a cercarli d’inverno!). Tutto sto papello per dire che camminavo quel sabato e ne ho trovato uno a terra. Uno blu (din din din din din din! jackpot! soldi! yeeeeey!). L’ho raccolto, lavato e messo al polso la sera stessa, per poi trovarmi a distanza di nemmeno 3 settimane con questo risultato: un agglomerato di filo arcobaleno su uno spoglissimo cordoncino blu. Ma so anche che se lo tolgo, o se lo taglio ancora peggio, potrebbe non solo non realizzarsi l’idea monetaria per cui è stato cucito, ma avrò anche la sfiga di non averne affatto, di soldi! 
Ci sono certe cose che, per quanto mia madre provi a insegnarmele alla veneranda età di 51 anni lei e 24 io, non mi entreranno mai in testa. Come non raccogliere le cose da terra, non credere a tutto quello che ti si dice, non fare polemica su ogni cosa, ma anche non rassegnarti al destino, non mi trattare da scema, rifatti la stanza, guarda che non sono sorda, Caterina smettila che ora te ne tiro due…

Substance

Ho liberato 65 gb dal mio computer: ho fatto pulizia di foto e foto e foto e foto che avevo. Così ho più spazio per i quintali di gb di musica che ho nella cartella dei Download da mesi. 
Facendo quindi questo lavoro delle foto, così come avevo detto nel post precedente per quanto riguardava Facebook, mi è passata la vita da sotto le mani più e più volte e credo di essere arrivata a diverse conclusioni:

  1. Ho i capelli con la riga in mezzo dal 2008 - l’anno più bello della mia vita senza dubbio, anche se ciò mi stupisce dato che c’è un 8 e non un 7, ma boh - che ho modificato in ciuffo nel 2009 fino a che non mi è ricresciuto per rimetterlo dov’era, e cioè dietro le orecchie. Boh. E’ ora di cambiare, forse, dopo 6 anni?
  2. C’è qualcosa di indissolubilmente chiaro che si perpetua negli anni, ed è una frase: non è ancora tempo. Chissà quante volte l’avrò ripetuta, nei miei occhi delle foto di tutti questi anni leggo esattamente questo. Uno stato vago d’attesa. 
  3. Non ho ballato abbastanza in vita mia, mi sono sbronzata una volta sola e per giunta al mio compleanno di quest’anno, non ho mai fatto la gatta morta, non ho mai tradito un ragazzo o presunto tale, nemmeno le amiche. Sono sempre stata troppo buona. Boh, non che queste cose vadano fatte per forza, ma almeno a ballare ci voglio andare di nuovo (ah vabbè, mi pare chiaro che io per “andare a ballare” intendo le serate new wave, britrock e 80/90). 
  4. Everything in its right place come una preghiera.E siamo ad un anno quasi tondo.



    Fine luglio

    1. Stare fuori casa per 10 giorni. Tra Dublino e la casa della vita al mare
    2. Sentirsi strana nel dormire nel proprio letto dopo i suddetti giorni
    3. Stare a casa con la voglia di starci perché è tempo di dare una sistemata a tutta la stanza, e ritrovare liste che erano vecchi punti per un post di questo blog, risalente esattamente ad un anno fa, e almeno 4 punti su 5 combaciano con quelli di quest anno
    4. Dovevo essere un cane da tartufo, o un gatto molto astuto, o forse un fiore in una vita passata: c’è qualcosa negli odori che mi stona fortemente, boh
    5. Vorrei provare più spesso quella sensazione di stupore immane che ti pervade quando ritrovi una cosa dopo tanto tempo. Sì, quella frazione di secondo bellissima in cui dici “E questo cos’è?”
    6. Da ieri sto cancellando una valanga di roba da Facebook, in particolare le foto e gli amici, probabilmente perché non ho più voglia di fare sapere a tutti le mie cose, probabilmente perché presto mi cancellerò anche da lì e arrivederci a tutti
    7. Non so, il 7 è il mio numero preferito quindi mi fermo qui.

    Ciò che mi preme di più scrivere non è che sono stata a Dublino e che è stato bellissimo e che amo tutto di quel posto, bensì il fatto che adesso sono al mare da Alessia, alla casa del mare in cui sono cresciuta e adesso è arrivato Sergio e la sua fede brilla al sole e io sono in crisi nera. Aiuto.

    Fottuta lega Pokemon.

    Sto sfiorando la schizofrenia

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